ADALBERTO BORIOLI, MAESTRO DELL’INCISIONE

Adalberto Borioli è nato a Milano e ha studiato affresco presso la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco. Dal 1962 il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Ha esposto tra l’altro nella Biblioteca Salita dei Frati (Lugano, 2008), nella collettiva Ludica – Quindici artisti e una matita (Palazzo delle Stelline, Milano 2009) e nell’ambito della Biennale dell’Incisione (Cremona, 2009).

La sua attività di incisore inizia a Urbino nel 1980 e a contatto con gli incisori che vi operano ha realizzato diverse lastre. Nel 2003 ha firmato un’incisione per il testo teatrale di Mario Luzi Il fiore del dolore edito da “Archivi del ’900” di Milano.

Numerose le sue opere d’arte edite da “Pulcinelefante” e da “Il robot adorabile” con aforismi e poesie di vari autori.


Adalberto Borioli
POLIFONIE
Opere a tecnica mista 2014

Questo progetto nasce da alcune mie riflessioni su possibili rapporti e interpolazioni tra i vari aspetti delle arti figurative e la musica. Assorto in questi pensieri, ho immaginato che, dopo un concerto, quando gli strumenti staccati dalle mani dei musicisti e deposti con la cura che viene loro dedicata, improvvisamente si animassero e si mettessero a danzare nello spazio, illuminandosi di nuove luci, colorandosi come se un pittore avesse mutato il loro aspetto consueto proiettandolo in una nuova vita. Ecco allora in me il desiderio di ricreare le loro forme usando le tecnologie di cui oggi disponiamo, coniugando tutto con la tecnica più antica (ma sempre attuale) della pittura. Compaiono ai miei occhi violini rosseggianti color vino prezioso, verdi come le foreste in cui crescono i loro profumati legni, trombe squillanti colori inattesi, bassi tuba rosati, in una vita libera dai consueti ruoli assegnati dai compositori, animati dal nuovo cammino in dialogo con la pittura, rivitalizzandosi in un contesto non solo musicale ma visivo. Questo nuovo aspetto immaginario, sognato, credo possa interessare e stimolare la fantasia sia dei musicisti, nell’apparire dei loro strumenti sotto nuove luci e colori, sia gli spettatori, coinvolgendoli in un guardare emotivamente insolito questa ricerca di nuovi rapporti tra musica e pittura.

Adalberto Borioli


Adalberto Borioli
…E LENTAMENTE PRENDE FORMA

Osservando i recenti dipinti di Adalberto Borioli si avverte la scomparsa graduale delle partiture geometriche, il dissolversi dei sottili tracciati lineari che nei periodi precedenti sostenevano gli affioramenti del colore, tramiti del visibile verso misteriose apparizioni, spazi di luce tacitamente prossimi all’invisibile.

Questo stato di consapevole abbandono ai lievi palpiti dello spazio è diventato sempre più necessario per fissare pure germinazioni del colore in sé, mute sonorità e ritmi fluidi, attimi immisurabili, liquidi bagliori che aleggiano nella durata indistinta della visione. Dentro il flusso delle forme il colore trapela aereo e allusivo, talvolta si addensa e si contrae in nuclei improvvisi, in altri casi segue i sommovimenti inquieti che il gesto sospinge oltre, verso l’evento del loro attuarsi.

La pittura si nutre dei fantasmi della mente, respira d’azzurro e di grigio, s’inebria di chiarori corporei e d’ombre senza tempo, è pervasa da fatui bagliori di giallo e di verde, trasalimenti d’ocra e di terra, tracce impulsive di paesaggi immaginari.

L’origine di ogni immagine è un rituale legato ai sedimenti della memoria che l’artista interroga sollecitando il flusso generativo dei colori, vibrazioni interne e risonanze di luoghi mentali, sfioramenti dell’epidermide instabile della supeficie.

L’istinto del fare è sottoposto alla misurata ricerca di evanescenze silenziose, impalpabili cangianze che la sostanza fluente dei pigmenti fa emergere nel corso degli attimi creativi, mostrando ciò che si nasconde alla vista, la profondità del loro apparire, come fosse sempre la prima volta. In tal senso Borioli trae ispirazione dagli andamenti imprevedibili della materia, l’atto pittorico fissa l’insorgere di differenti sembianze, vapori ed evanescenze sonore, sfumature e barlumi lontani aleggiano oltre i confini della conoscenza, a contatto con l’alchimia istantanea delle forme. Ogni velata atmosfera oscilla tra mutevoli direzioni, può disgregarsi rivelando inquiete emozioni oppure assecondare lievi colature che si diramano dall’alto, segni di differente energia, tremiti del colore nell’atto di espandersi.

“E lentamente prende forma”, dice l’artista evocando spazi che emergono nel divenire della luce dentro sè stessa, continuo trasmutare dell’immagine tra dense fuliggini e sensazioni volatili, tensioni in apparenza minime, eppure in grado di suscitare sguardi elevati, spaesamenti e stupori, transiti visionari per i nostri sensi. Del resto, ciò che è importante per Borioli è che la pittura sia sempre in attesa di ciò che deve ancora accadere, che il suo prolungato processo possa svelare ciò che sta nascosto nella pittura stessa, dilatando i confini di ogni apparente orizzonte.

Claudio Cerritelli

 


Adalberto Borioli
INCISIONI


Adalberto Borioli
STUDI PREPARATORI E PICCOLI FORMATI


Adalberto Borioli
IL ROBOT ADORABILE

L’ Archivio di Stato di Cremona, attento al sempre più nuovo suo ruolo culturale, mette in mostra un prezioso lavoro di microeditoria, che si presenta sotto la sigla IL ROBOT ADORABILE, anagramma del suo ideatore e stampatore, il milanese Adalberto Borioli. Pittore ed incisore, da anni coltiva una passione editoriale, come si usa dire, di nicchia, cioè stampare libretti non destinati al normale circuito commerciale, perciò raramente resi ‘pubblici’ e riconosciuti secondo la loro qualità. Da qui il merito dell’Archivio nell’offrire una mostra mai fino ad oggi proposta in città. Dunque, qualcosa più di una curiosità, essendo un reale contributo alla conoscenza di una produzione artistica raramente visibile e consultabile. In realtà, molti sono i Microeditori, e non solo in Italia, che svolgono questo lavoro mirato ad unire, in un libretto, l’opera di un poeta e di un pittore o incisore. Volendo dare anche un primissimo elenco di riferimento, potremmo nominare – forse perché più di altre conosciute e riconosciute – le edizioni del Pulcinoelefante di Alberto Casiraghi; “Il ragazzo innocuo” di Luciano Ragozzino; oppure, nella Svizzera italiana, le raffinate edizioni d’arte di Weiss. Ma, come sempre accade, soprattutto se sono coinvolti i laboratori creativi, è necessario procedere con attenzione, prudenza, competenza nella distinzione degli esiti. Occorre saper distinguere, riconoscere le specificità, misurare con occhio critico i risultati ottenuti. E questo a partire dal distinguere, nel vasto campo della Microeditoria, tra i cosiddetti ‘libri d’artista’, che si mostrano come opere d’arte sul tema ‘libro’, e i libretti in cui prioritaria è la collaborazione tra un poeta ed un pittore o incisore. Si parla di collaborazione, e non di un lavoro che sia di illustrazione di quello dell’altro, ponendosi come al suo servizio. Proprio qui sta uno dei pregi delle edizioni de IL ROBOT ADORABILE di Borioli: la cura nella selezione degli artisti, sulla base della riconoscibile qualità dei loro prodotti. I ‘libretti’, in genere, uniscono una o più poesie, e un’opera pittorica o incisoria. Quest’ultima non si pone come un’illustrazione del testo poetico, ma come un’opera che non solo accompagna, ma tende a farsi interprete, col proprio linguaggio iconico, del linguaggio verbale artisticamente presente nella poesia. Essendo Borioli pittore ed incisore, in genere accompagna con proprie tempere o incisioni di piccolo formato, i suoi poeti. Ma, come si può vedere nei libretti qui in mostra, anche altri pittori hanno contribuito con loro opere alle edizioni de IL ROBOT ADORABILE. Ogni tiratura in genere non supera, o di poco supera, la trentina di copie. “Si tratta di ‘libretti’ che mantengono l’identità del libro in un tempo in cui lo stesso ‘libro d’artista’ – pur con apprezzabili risultati – è arrivato a proporsi come ‘non libro’, come oggetto privato delle tradizionali e forse irrinunciabili funzioni semantiche, preferendo il gesto al significato. E ci chiediamo: è’ una forma, questa mantenuta da Borioli, di inavvertito tradizionalismo oppure di cosciente resistenza ad avventure creative desemantizzate, in un tempo in cui le cose valgono più dell’anima? Da qui l’àncora, che la poesia diviene col suo amore, al di là della cifra stilistica di chi scrive o chi dipinge, del significato. Forse è qui che fonda la propria giusti cazione ogni ‘libretto’ di Borioli. Detto questo, possono nascere alcune curiosità circa queste edizioni. Le prima potrebbe essere espressa da una domanda: “A cosa servono queste microedizioni?”; oppure da quest’altra: “A chi servono, se non hanno diffusione come libro, e non danno guadagno nel senso commerciale del termine, visti i costi di edizione di queste raffinate edizioni?”. Anche per questo essere queste microedizioni poste nobilmente ai margini del comune commercio librario, appare prezioso il contributo offerto dall’Archivio di Stato di Cremona col mettere in mostra alcuni esemplari degli ormai molti libretti de IL ROBOT ADORABILE. Ecco, il primo dono fatto dall’Istituzione è farli conoscere ad un pubblico meno ristretto di quello dei consueti praticanti le microedizioni d’arte. Tutto ciò consente di intendere qualcosa delle funzioni che esercitano queste ormai secolari collaborazioni tra artisti, tra poeti e pittori. Si pensi al lavoro esercitato in questo senso dalle Avanguardie Storiche. In questo senso, a volte una delle funzioni dei libretti è anticipare ‘i lavori in corso’ di un artista, oppure evidenziare ‘prove di laboratorio’, cioè quelle ricerche che i pittori o gli incisori stanno mettendo a punto in attesa di mostre definitorie di un ciclo creativo. Spesso è anche la stima reciproca tra un poeta ed un pittore a chiamarli a collaborare. A volte i testi offerti a questa microeditoria sono ‘gemme’ che non apparirebbero nella loro bellezza se poste in mezzo ad altre opere. E questa è una sottolineatura di valore che non è concessa dalle normali edizioni, anche di poesia, ad un singolo testo. Da qui anche il possibile acquisto di queste singole ‘gemme’ che valgono come quello di un quadro o di un’altra singola opera d’arte. Queste ed altre più specialistiche considerazioni rendono le edizioni de IL ROBOT ADORABILE particolarmente meritorie, tanto da giustificare l’opportunità della presente mostra in una sede culturalmente prestigiosa come un Archivio di Stato. Del cui sostegno si ringrazia.

Vittorio Cozzoli

 

ELENCO DELLE EDIZIONI

Franco Spazzi – una poesia – incisione di Adalberto Borioli – 40 copie – 1998
Miklos N.Varga – Assonometria – (a Rodolfo Aricò) – tempera di Adalberto Borioli – 45 copie – 2003
Adalberto Borioli – Favole colorate – opera di Renato Volpini – 30 copie – 2005
Roberto Sanesi – Flying Object – fotogra a di Mario De Biasi – 60 copie – 2005
Donatella Bisutti – Incontro a Filippi – tempera di Adalberto Borioli – 35 copie – 2006
Fabio Pusterla – Oltre le onde – fotografia di Mario De Biasi – 40 copie
Giampiero Neri – una poesia – tempera di Adalberto Borioli – 40 copie
Vittorio Cozzoli – una poesia – 35 copie – 2006
Roberto Sanesi – Transfert – fotografia di Roberto Kusterle – 60 copie – 2006
Miklos N.Varga – Punti di vista – opera di Raffaele Sicignano – 40 copie – 2006
Pietro Berra – Tre generazioni – tempera di Adalberto Borioli – 35 copie – 2006
Guido Oldani – Il santo – tempera di Adalberto Borioli – 35 copie – 2006
Franco Spazzi – Il segreto – tempera di Adalberto Borioli – 40 copie – 2006
Giampiero Neri – Origine – pastello di Adalberto Borioli – 35 copie – 2006
Ivan Croce – Utopia ragionevole – un pastello di Adalberto Borioli – 40 copie – 2006
Sergio Dangelo – L’intonaco altrove – con una illuminazione dell’autore – 31 copie – 2007
Claudia Azzola – Novecento – opera di Alessandro Savelli – 35 copie – 2007
Lorenzo Morandotti – Indifferenza delle creature – opera di Renato Volpini – 30 copie – 2007
Claudio Cerritelli – Malinconia – pastello di Adalberto Borioli – 45 copie – 2007
Claudia Azzola – Gli alberi – fotografia di Mario De Biasi – 30 copie – 2007
Gilberto Finzi – 3 Haiku – pastello di Adalberto Borioli – 35 copie – 2007
Lorenzo Morandotti – Ollomont – tempera di Adalberto Borioli – 36 copie – 2007
Ivan Croce – La neve che fu – opera di Ermanno Peviani – 30 copie – 2007
Bruno Perlasca – Frattura – tempera di Adalberto Borioli – 36 copie – 2007
Gérard Georges Lemaire – Le palmier noir – opera di Luce Delhove – 50 copie – 2007
Gabriela Fantato – una poesia – incisione di Adalberto Borioli – 30 copie – 2008
Ivan Croce – Re Alesu le aprì – pagina di Sergio Dangelo – 35 copie – 2008
Antonella Doria – Senza memoria di sé… – incisione di Adalberto Borioli – 35 copie – 2008
Claudio Cerritelli – Smarrimenti – pastello di Adalberto Borioli – 30 copie – 2010
Giampiero Neri – una poesia – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2010
Pietro Berra – Pietre verbali – elaborazione – grafica di Adalberto Borioli – 30 copie – 2010
Vittorio Cozzoli – Una poesia – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2010
Pietro Berra – Salviamo il chiaro di luna – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2010
Laura Cantelmo – cinque poesie – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2011
Guido Oldani – due poesie – tempera di Adalberto Borioli – 40 copie – 2011
Francesca Scotti – Konomono – tempera di Adalberto Borioli – 32 copie – 2011
Francesca Scotti – Tsukemono – incisione di Adalberto Borioli – 30 copie – 2011
Francesca Scotti – Mizumono – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2011
Franco Loi – Margherita – pastello di Adalberto Borioli – 38 copie – 2011
Vittorio Cozzoli – come crescendo vanno le cose che non so! – quattro poesie – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2011
Pietro Berra – Facce e parole – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2011
Fabio Pusterla – Terra ritrovata – tempera di Adalberto Borioli – 40 copie – 2011
Lorenzo Morandotti – Elegia del rancore – incisione di Marco Mucha – 40 copie – 2011
Lorenzo Morandotti – L’orologio dei predatori – incisione di Marco Mucha – 37 copie – 2011
Piero Marelli – Sfogliando le incisioni di Adalberto Borioli – una incisione di Adalberto Borioli – 20 copie – 2011
Mariella De Santis – La supplica – pastello di Adalberto Borioli – 30 copie – 2011
Sandro Boccardi – Una poesia – Opera grafica di Luisella Deiana Patetta – 30 copie – 2011
Roberto Sanesi – Senza data – elaborazione grafica di Adalberto Borioli – 2011
Vito Trombetta – una poesia – tempera di Adalberto Borioli – 20 copie – 2011
Fabio Pusterla – Frammento di paesaggio – tempera di Adalberto Borioli – 16 copie – 2011
Vittorio Cozzoli – una poesia – incisione di Marco Mucha – 36 copie – 2012
Gilberto Isella – Censuralbe – tempera di Adalberto Borioli – 40 copie – 2012
Franco Spazzi – La cotta (del ciclista) – elaborazione grafica di Adalberto Borioli – 30 copie – 2012
Anthony Robbins – una poesia – tempera di Adalberto Borioli – copie – 2012
Amos Mattio – una poesia – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2012
Laura Cantelmo – La passeggiata di Chagall – opera di Renato Volpini – 30 copie – 2012
Guido Oldani – Bruciamo – tempera di Adalberto Borioli – 40 copie – 2012
Vittorio Cozzoli – una poesia – incisione di Marco Mucha – 30 copie – 2012
Umpbachs – (Megattere) – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2012
Vittorio Cozzoli – una poesia – tempera di Adalberto Borioli – 31 copie – 2012
Laura Cantelmo – La lucciola – acquerello di Giacomo Nuzzo – 40 copie – 2012
Vittorio Cozzoli – Una cinquina – opera di Renato Volpini – 30 copie – 2012
Vittorio Cozzoli – una poesia – incisione di Marco Mucha – 30 copie – 2012
Francesco Macciò – Giglio di mare – tempera di Adalberto Borioli – 31 copie – 2013
Edoardo Zuccato – Metafisica del P.I.L. – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2013
Laura Cantelmo – Papillons – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2013
Eloisa Guarracino – Una storietta di mare – disegno di Cristiano Borioli – 33 copie – 2013
Eloisa Guarracino – Für das kleine typenrad – tempera di Adalberto Borioli – 33 copie – 2013
Fabio Pusterla – Terra di lavoro – incisione di Adalberto Borioli – 33 copie-2013
Lorenzo Morandotti – cinque poesie – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie -2014
Ramin Bahrami – A quattro mani – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2014
Vittorio Cozzoli – uno scritto sulle incisioni di Adalberto Borioli – 31 copie – 2014
Eloisa Guarracino – Porta Vigentina – disegno di Cristiano Borioli – 30 copie – 2014
Claudio Cerritelli – Espirazioni – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2014
Fabio Pusterla – Forza luna – incisione di Marco Mucha – 45 copie – 2015
Nicola Dal Faico – cinque poesie – tempera di Adalberto Borioli – 23 copie – 2015
Laura Cantelmo – una poesia – opera di Pierantonio Verga – 40 copie – 2015
Michele Hide – L’odore del cestino – tempera di Adalberto Borioli – 40 copie – 2015
Fabio Pusterla una poesia – incisione di Marco Mucha – 35 copie – 2015
Maurizio Cucchi – due poesie – tempera di Adalberto Borioli – 31 copie – 2015
Roberto Sanesi – una poesia – opera di Renato Volpini – 30 copie – 2015
Maurizio Cucchi – Geografia e poesia – tempera di Adalberto Borioli – 33 copie – 2015
Fabio Pusterla – cinque poesie – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2015
Nicola Del Falco – L’ astrazione sentimentale – incisione di Adalberto Borioli – 31 copie – 2015
Mauro Cesari – E merità – “Pagina” di Ivan Croce – 40 copie – 20015
Fabio Pusterla – una poesia – tempera di Adalberto Borioli – 12 copie – 2015
Franca Figliolini – una poesia – incisione di Marco Mucha – 27 copie – 2015
Fabio Pusterla – due poesie – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2015
Gianfranco Isetta – cinque poesie – tempera di Adalberto Borioli – 23 copie -2015
Fabio Pusterla – una poesia – incisione di Marco Mucha – 35 copie – 2015
Alberto Nessi – una poesia – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2016
Edoardo Zuccato – Sciura lüna – tempera di Adalberto Borioli – 31 copie – 2016
Gilberto Isella – undici poesie – incisione di Adalberto Borioli – 30 copie – 2016
Mariella Cerutti Marocco – Preghiera – tempera di Adalberto Borioli – 20 copie – 2016
Ida Travi – cinque poesie – tempera di Adalberto Borioli – 38 copie – 2016
Claudio Cerritelli – Sentori – tempera di Adalberto Borioli – 33 copie – 2016
Gilberto Isella – L’occhio piegato – inchiostri di Alessandra Angelini – 50 copie – 2016
Fabio Pusterla – Pizzo dei tre signori – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2016
Christian Cremona – una poesia e un’opera – 30 copie – 2016
Vittorio Cozzoli – Il colore della luce – tempera di Adalberto Borioli – 33 copie – 2017
Maurizio Cucchi – poesia da “Origami” – tempera di Adalberto Borioli – 40 copie – 2017
Mirna Miglioranzi – Insalata alla Rossini – tempera di Adalberto Borioli – 25 copie – 2017
Bianca Madeccia – Cosmogonia tascabile – tempera di Adalberto Borioli – 30 copie – 2017
Vito Trombetta – cinque poesie in dialetto tornasco – tempera di Adalberto Borioli – 25 copie – 2017
Giancarlo Consonni – Stagioni – tempera di Adalberto Borioli – 33 copie – 2017
Gérard Georges Lemaire – Gammes – tempera di Adalberto Borioli – 40 copie – 2017
ELIO (delle Storie Tese) – Il maestro – tempera di Adalberto Borioli – 40 copie – 2017